“Il 2017 ci ha premiato perché ce lo siamo meritati”

 

L’anno della Celanese Volley Forlì si è chiuso in positivo: seconda in campionato, a solo un punto dalla vetta, la squadra allenata da Gabriel Kunda e Raffaele Casadei ha dato prova di solidità e carattere. Merito di un gruppo unito e tenace, con tanti elementi giovani e qualche “senatore” chiamato a mettere la propria esperienza al servizio del collettivo. E poi c’è il palleggiatore Thomas Ramberti che, di fatto, appartiene a entrambe le categorie. Classe 1993, quindi giovanissimo, è già alla sua quarta stagione a Forlì, dopo la trafila giovanile a Bellaria e le parentesi di Ravenna e Trento.

Come si chiude il 2017 per la Celanese?

C’è molta soddisfazione, in classifica siamo in alto e ce lo meritiamo. Abbiamo perso solo a Portomaggiore e a Loreto: la prima sconfitta ci stava, mentre a Loreto dovevamo fare i tre punti. Però poi abbiamo reagito subito, vincendo le due partite successive, quindi alla fine va bene così.

Quali sono le ragioni di questa buona riuscita?

Siamo un grande gruppo. Siamo cambiati parecchio dall’anno scorso, con rinforzi nei punti giusti, e nello spogliatoio siamo molto affiatati. Ci aiutiamo tutti l’un l’altro e questo vuol dire tantissimo sia in allenamento che in partita.

Com’è il rapporto con gli allenatori?

Raffaele svolge il suo ruolo nel modo più giusto, è uno di poche parole ma quelle che usa sono sempre appropriate ed efficaci. Gabriel è un allenatore molto presente, vuole sempre tenere alto il livello di concentrazione. Ormai ci conosciamo bene, siamo alla terza stagione assieme e c’è molto confronto, cosa fondamentale tra allenatore e palleggiatore.

Del resto, anche tu sei un allenatore.

Sì, ho conseguito il secondo grado e il secondo livello giovanile. Sia a Trento che a Ravenna ho seguito il settore giovanile, ora alleno l’Under 14 della Celanese.

Ti trovi bene?

Molto. Allenare mi permette di trasmettere ai ragazzi la mia visione della pallavolo. Mi riferisco soprattutto ai valori di questo sport, lo spirito di squadra, i sacrifici, il lavoro che paga e la forza del gruppo. E so di cosa parlo: sono un palleggiatore di un metro e ottanta, tra i più giovani e tra i più bassi della mia categoria, eppure sono lì che sgomito e fatico ogni giorno per fare meglio.

Obiettivi per il 2018?

In Serie B vogliamo fare bene, meglio dell’anno scorso. Agli obiettivi più specifici penseremo partita dopo partita, perché il nostro girone è uno dei più tosti, con cinque squadre che possono giocarsi i primi due posti. Ogni passo falso può penalizzarci, dovremo sempre mettere in campo la massima attenzione.

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